Far girare Booost su un tuo server
Booost Business è un'app desktop, quindi lavora finché lavora la sua macchina — e quella macchina non deve essere il tuo portatile.
- Le campagne lavorano di notte e nel fine settimana, senza lasciare un portatile aperto
- La tua sessione e il tuo IP non lasciano mai una macchina che controlli tu — nessuna terza parte può agire come il tuo account
- Per le agenzie: una macchina per cliente è un IP per cliente, senza comprare proxy
- La licenza è per account LinkedIn collegato, non per macchina — un server non costa più di un portatile
- Un server Linux senza schermo vuole un display virtuale: è l'unico passo diverso da un'installazione normale
Installare Booost su un server tuo o noleggiato, e lasciarlo acceso, è l'unico modo di avere le 24 ore su 24 senza consegnare la tua sessione LinkedIn a nessuno. La sessione resta sulla macchina, e l'IP che LinkedIn vede è quello che quella macchina usa. La EULA permette l'installazione su «any device of your own», quindi un VPS noleggiato va benissimo.
Cosa serve
Una macchina Linux, Windows o macOS che resti accesa. Un VPS piccolo basta per uno o due account; con più account serve più RAM, perché ogni account collegato tiene una sua sessione di browser isolata. Serve anche l'accesso da remoto: SSH più un desktop remoto, oppure la console del tuo fornitore.
Installazione su un server Linux
Scarica il .deb (Debian/Ubuntu) o l'.AppImage dalla pagina delle release linkata su booost.network. Ogni release di Booost pubblica entrambi, accanto alle build Windows e macOS.
# Debian / Ubuntu
sudo apt install ./booost_<versione>_amd64.deb
# oppure, con l'AppImage
chmod +x Booost-<versione>.AppImage
Il display virtuale
Booost ha una finestra, quindi un server senza monitor ne vuole uno virtuale. Xvfb lo fornisce, e xvfb-run avvia Booost dentro:
sudo apt install xvfb
xvfb-run --auto-servernum booost
Per tenerlo acceso dopo che ti disconnetti, avvialo come servizio (systemd, o il gestore di processi del tuo fornitore) invece che da una shell interattiva.
Vedere lo schermo quando serve
L'interfaccia ti servirà almeno una volta: per entrare su LinkedIn o su X la prima volta, e ogni volta che vuoi guardare cosa sta succedendo. I modi soliti sono un desktop remoto (VNC, RDP o la console del fornitore) puntato sul display virtuale, oppure un'immagine Linux desktop invece di una headless, che ti dà una sessione vera a cui collegarti. Il primo accesso a LinkedIn lo fai sempre tu, nella pagina di LinkedIn, dentro l'app.
Windows e macOS
Non c'è il passo del display virtuale: installi la build normale, accedi e lasci la macchina accesa. Disattiva sospensione e riavvii automatici, altrimenti l'app si ferma con la macchina.
Una volta in funzione
Tieni la macchina aggiornata e con un backup. Booost salva tutto in un database SQLite locale, quindi il backup della cartella dati dell'app ti permette di ripristinare l'intero spazio di lavoro. Gli aggiornamenti automatici funzionano come sempre: Booost controlla le nuove versioni e può installarle in background.
Riscaldamento e limiti di sicurezza restano per account e invariati: girare su un server non rende un account più veloce né più sicuro, e il sistema anti-ban si comporta esattamente come su un portatile. Il fuso orario però conta — gli orari operativi seguono il fuso dell'account, non quello del server, quindi imposta bene l'orologio della macchina.
Ti aiutiamo a configurarla
L'installazione on-prem non è ancora self-serve, e i passi qui sopra sono volutamente generici perché ogni fornitore è diverso. Raccontaci cosa hai in mente e ti seguiamo: scegli «Installazione on-prem / su server» nel [modulo di contatto](https://booost.network/it/contact/?reason=onprem) e descrivi il tuo scenario — quanti account, quale sistema operativo, se la macchina esiste già. Risponde una persona.